Un fiore di Speranza

07 marzo, 2018

Post By : vins

Le attività di animazione del progetto costruire speranza continuano a suono di tamburo battente in 4 scuole dell’Arcidiocesi reggina coinvolgendo, incontro dopo incontro, studenti e professori, che con grande entusiasmo partecipano alle attività proposte.

In particolare il mese di Marzo si apre con un incontro presso il distaccamento dell’Istituto Raffaele Piria, e vede protagoniste ben 5 quinte classi (VG; VA; V IM; )per un totale di 40 ragazzi, prossimi alla maturità, che guardano con grande interesse ma anche tanto sconcerto al futuro ed in particolare al mondo del lavoro.

La proposta che è stata fatta ai ragazzi dopo la presentazione del progetto CS e l’analisi del contesto storico e territoriale in cui ci troviamo, è stata quella di dividersi per gruppi ed elaborare, aiutati da un canovaccio, un’idea imprenditoriale che avesse come requisito la riqualificazione di un’area della città o comunque un’idea imprenditoriale da realizzare sotto la struttura giuridica della cooperativa sul territorio della nostra Arcidiocesi.

L’idea, collima ovviamente con l’indirizzo tecnico-commerciale dell’Istituto , ma soprattutto con l’esigenza di ragionare e far ragionare i ragazzi sulla reale prospettiva di lavorare a Reggio Calabria a fronte di innumerevoli luoghi comuni per cui , la nostra terra si sta spopolando della più importante risorsa… i giovani… gli unici in grado di ridisegnare il futuro della stessa con la speranza di costruire su basi “buone” , “sane” , “pulite” e “solide” il loro futuro , il loro lavoro e realizzare qui il loro progetto di vita come persone e come professionisti.

Il LAVORO ovviamente viene presentato alla luce delle buone prassi presenti già sul territorio, quelle che come faro coniugano in modo eccellente e non senza fatica, legalità e buone idee, liceità ed attenzione per il tessuto sociale in cui si inseriscono al fine di essere quel “seme che porta frutto” di cui dovremmo essere umili incoraggiatori.

A tal fine si è pensato alla testimonianza di due rappresentanti dell’associazione ARCI, le quali hanno raccontato la loro esperienza rispetto l’affidamento all’associazione suddetta di un bene confiscato alla famiglia Campolo, il quale ad oggi è destinatario di un progetto molto ambizioso che lo vedrà risorgere come segno di speranza per i giovani come appunto CENTRO DI AGGREGAZIONE GIOVANILE.

Insomma un fiore di speranza nel deserto cui la mafia vuole costringerci a restare.

 

 

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra Cookie Policy e la nostra Privacy Policy. Proseguendo nella navigazione si accetta l'uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.