PROGETTO “PRESIDIO” E PROGETTO “COSTRUIRE SPERANZA IN CALABRIA”

25 novembre, 2014

Post By : Ciccio M.

DELLA CARITAS ITALIANA E CARITAS CALABRIA CON LA CARITAS DIOCESANA DI OPPIDO MAM. – PALMI

Il 14 ottobre scorso presso la tendopoli – baraccopoli, di San Ferdinando, dove vivono gli immigrati braccianti agricoli stagionali, sono state demolite e rimosse le fatiscenti baracche.  Costruite abusivamente negli anni scorsi, dagli stessi migranti,  che non erano riusciti a trovare posto nelle tende,  accanto alla tendopoli installata dal Ministero dell’Interno, tramite i volontari della Protezione Civile Regionale, che attualmente ospita  700 migranti circa.
La rimozione, condivisa in Prefettura durante un’apposita Riunione Tecnica del Comitato Provinciale Ordine e Sicurezza Pubblica e del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione, con la partecipazione del Procuratore della Repubblica di Palmi,  il 2 ottobre e poi il 7 ottobre presso il Comune di Gioia Tauro, che  erano stati preceduti da altri incontri coordinati dalla Prefettura, durante i quali gli Enti territoriali competenti erano stati sollecitati ad adottare iniziative  per il superamento della nota situazione alloggiativa dei migranti nella tendopoli baraccopoli di San Ferdinando, senza sottovalutare la problematica complessiva dei migranti nella piana di Gioia Tauro.
Nel corso della predetta Riunione Tecnica, alla quale la Diocesi di Oppido Mam. – Palmi ha partecipato con il Diac. Vincenzo Alampi, Direttore della Caritas Diocesana, con Don Pino Demasi, referente di Libera, con il dott. Giovanni Toscano Ricercatore all’università di Messina e con Bartolo Mercuri Presidente del “Cenacolo” di Maropati, dopo che il Prefetto Claudio Sammartino, ha fatto il punto della situazione, della tendopoli di S.Ferdinando, evidenziando il degrado divenuto cronico, sotto ogni punto di vista, ma soprattutto dal punto di vista igienico sanitario, come ha certificato l’Azienda Sanitaria Provinciale, che ha dichiarato non idonea la baraccopoli e constatato che la situazione non poteva essere più procrastinabile, si è deciso di smantellare la baraccopoli, di rimuovere i rifiuti e di bonificare l’area a cura del Comune di San Ferdinando e la collaborazione delle Forze dell’Ordine e dei Vigili del Fuoco.
In particolare i partecipanti all’incontro hanno deciso un piano di interventi diviso in due fasi. Nella prima fase si è deciso  lo smantellamento delle baracche sorte intorno alla tendopoli; l’eliminazione immediata dei rifiuti; la revisione e il consolidamento delle tende; la revisione dei cavi dell’energia elettrica; una campagna programmata di profilassi a cura dell’ASP;  la disinfezione e la  disinfestazione della tendopoli; l’affidamento della tendopoli ad una Associazione di volontariato, per la custodia e la mediazione interculturale.
Per la  seconda fase, che dovrà avvenire entro il prossimo anno, i presenti all’incontro in Prefettura hanno accolto favorevolmente la proposta del Prefetto di eliminare la tendopoli e di favorire l’inserimento dei migranti nei centri abitati per una loro piena integrazione nel tessuto urbano.
Le operazioni di smantellamento sono state disposte dal Comune, nel frattempo Commissariato dal Prefetto con la Vice Prefetto Vicario, Dott.ssa Cosima Di Stani, per l’arresto del Sindaco e del Vice Sindaco, con ruspe e macchinari messi a disposizione anche dai Comuni di Rosarno e di Gioia Tauro e con il concorso delle Forze dell’ordine coordinate dalla Questura, dei Vigili del Fuoco e del personale dell’ASP. All’operazione sono intervenuti la Caritas Diocesana con il Direttore Diacono Vincenzo Alampi; la Parrocchia S. Antonio di Bosco di Rosarno, con il Parroco Don Roberto Meduri; l’Associazione di Volontariato “Il Cenacolo” presieduto da Bartolo Mercuri, il personale di Emergency con sede a Polistena, Don Pino Demasi coordinatore di Libera e la Segretaria generale della FLAI comprensoriale Celeste Logiacco.
Le uniche strutture rimaste in piedi, in attesa dell’arrivo di appositi container, sono state quelle adibite a Moschea, a Chiesa Cattolica e a Centro di Aggregazione.
Il Comune di San Ferdinando, con il contributo di centomila euro,ricevuto dalla Regione Calabria, ha programmato l’erogazione dei servizi essenziali necessari,come  l’acqua potabile, l’energia elettrica, la revisione dell’impianto elettrico della tendopoli, la rimozione dei rifiuti, la bonifica dell’area, l’acquisto di containers da adibire a Moschea e a Chiesa Cattolica e a centro di aggregazione sociale,  l’affidamento della tendopoli ad una Associazione di volontariato con compiti di assistenza e vigilanza dei migranti.
L’Azienda Sanitaria Provinciale, per tenere sotto controllo ogni potenziale focolaio di malattie infettive, a favore dei migranti, organizzerà una mirata campagna di prevenzione e di profilassi.
La seconda fase partirà subito dopo le prossime elezioni del Presidente e del Consiglio Regionale della Calabria e cercherà di favorire una sistemazione alloggiativa meno precaria, al fine di agevolare l’inserimento dei migranti nel contesto urbano dei rispettivi territori e favorirne l’integrazione e l’inclusione sociale.
La Caritas Diocesana, che ha partecipato fattivamente a tutti gli incontri, ha ribadito, più di una volta, la sua disponibilità insieme a quella delle Associazioni ecclesiali della Diocesi di Oppido Mam. – Palmi, di continuare il loro servizio di assistenza ai migranti, di mediazione e di coordinamento delle Associazioni di volontariato e delle iniziative interculturali, evidenziando, ogni volta, il pensiero di S.E. Mons. Francesco Milito Vescovo della Diocesi di Oppido Mam. – Palmi, contenuto nei quattro messaggi specifici sui migranti e ribadito, più di una volta, durante convegni e incontri, che evidenziano la richiesta di superare le emergenze e di passare ad una cultura di accoglienza dignitosa e aduna possibile integrazione.
La custodia della tendopoli, nelle more della preparazione della Gara di Appalto,il Commissario Prefettizio del Comune di S. Ferdinando, Dott.ssa Cosima Di Stani, intanto, l’ha voluto affidare alla Caritas Diocesana la quale, ha accettato l’incarico anche a nome di Bartolo Mercuri, di Don Roberto Meduri e di Don Pino Demasi.
La Caritas Diocesana di Oppido Mam. – Palmi, intanto, in tutto il territorio diocesano, perché i migranti non sono solo nella tendopoli, ha iniziato un servizio di grande importanza e utilità con il “PROGETTO PRESIDIO”. Obiettivo del progetto è quello di garantire una presenza costante su questi territori della Piana, che vivono stagionalmente l’arrivo di lavoratori,attraverso un presidio di operatori Caritas pronti ad offrire, oltre ad un’assistenza per i bisogni più immediati, anche un’assistenza legale e sanitaria e un aiuto per i documenti di soggiorno e di lavoro.
Si tratta di “Presidi” riconoscibili grazie al logo del progetto e possono seguire così, tramite anche una banca dati, gli spostamenti dei lavoratori garantendo assistenza in ogni luogo dove c’è un Presidio Caritas.  Non solo, dunque, un Presidio per l’accoglienza ma soprattutto un Presidio di legalità. “Il lavoro schiavo oggi è moneta corrente!” ha detto Papa Francesco in occasione della Giornata mondiale dei migranti e rifugiati. Sollecitata, dunque, anche da queste parole, la Chiesa Italiana ha voluto dare un segno concreto di vicinanza a quanti cercano una ragione di vita in contesti lavorativi non conosciuti in cui non è facile trovare riferimenti e dove spesso le tutele minime non vengono garantite neppure agli italiani. “Si tratta – come sottolinea il direttore di Caritas Italiana don Francesco Soddu – di accogliere, ascoltare, accompagnare persone particolarmente vulnerabili e, dove necessario, difenderle da sfruttamento e soprusi”. Insieme al Progetto Presidio, la Caritas Diocesana sta portando avanti anche il “PROGETTO COSTRUIRE SPERANZA IN CALABRIA” della Delegazione Regionale Caritas Calabria. Il Progetto che nella nostra diocesi cammina con lo stesso passo del “Presidio”, si prefigge di intervenire nell’ambito della promozione della legalità, ambito di intervento che si configura come una delle priorità educative della Chiesa. La comunità cristiana educa servendo i poveri. I credenti dall’ascolto e dalla preghiera sono invitati ad uno stile di condivisione, ad una vita di giustizia e di pace, alla cittadinanza attiva. Servire i poveri e tra i poveri, i migranti sono i più poveri, è opera educativa della fede: la carità tutto trasforma e costruisce speranza.

Aspettiamo adesso la politica regionale e nazionale, la “grande assente”, affinché possa programmare politiche del lavoro, economiche e sociali volte a favorire la tenuta dei prezzi, specialmente in agricoltura, lo sviluppo di ogni altra attività, il rispetto di ogni dignità e condizioni di vita nuove, volte a contrastare il lavoro nero,  a favorire l’accoglienza e l’integrazione che da sempre è la vera ricchezza di ogni territorio e Paese.

 diac. Cecè  Alamp

 

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