Lavoro buono, legalità e auto-impresa in Calabria si può!

16 aprile, 2018

Post By : vins

Si è concluso venerdì 6 aprile il percorso di sensibilizzazione sui temi della giustizia, legalità e lavoro nell’Istituto ITE De Fazio di Lamezia Terme con le classi IV e V e con la presenza e la testimonianza del signor Daniele Godino. L’incontro è iniziato con i saluti della dirigente scolastica, la Dott.ss Simona Blandino che ha invitato i suoi studenti a privilegiare la forma dialogica per esprimere il proprio pensiero perché, afferma << credo sia la forma migliore per instaurare delle relazioni, a volte ci sentiamo soli in alcune situazioni, ma non siamo soli, perché adesso, qui, accanto al signor Godino ci siamo noi e in questo momento vorrei che arrivasse un segnale forte di ammirazione, di apprezzamento, di solidarietà e di comunione da parte nostra a quello che è l’esperienza vissuta dalla famiglia e di cui adesso vi renderà testimonianza>>. Con commozione ha anche dichiarato che, essendo madre di una bimba e dirigente scolastico, vorrebbe dare ai suoi ragazzi tutte le possibilità e gli strumenti per riflettere sulle loro scelte di vita e costruire un tessuto sociale positivo, in cui vale il rispetto per le persone e per il lavoro che nobilita l’uomo <<Della testimonianza di Daniele Godino potete decidere voi cosa farne, decidere voi da che parte stare>>.

Collegandosi alla testimonianza della Dott.ssa Blandino, il signor Godino ha raccontato la sua storia nel dettaglio, ricordava di studiare geografia al momento del primo avvertimento da parte della ndrangheta, era ancora un ragazzino << Era il 10 maggio 1996, sono momenti indelebili, subimmo 4 colpi di lupera, erano le 20:30 io facevo il primo anno di ragioneria, studiavo geografia e il giorno dopo avrei avuto l’interrogazione. Non avevo ben capito di cosa si trattava, solo mia nonna aveva capito , erano colpi di fucile. Le Forze dell’Ordine ci spiegarono che era la ndrangheta che ci intimava di metterci a posto, io non sapevo a cosa si riferissero, erano argomenti tabù>>. A quell’attentato ne seguirono degli altri ma nessuno della famiglia si piegò alle minacce,  preferirono restare chiusi in casa per 2 mesi e denunciare l’accaduto. Tuttavia il signor Godino ha raccontato di sentirsi completamente solo e di vergognarsi di quella situazione << Avevo il coprifuoco, ero completamente solo, i miei fratelli erano a Roma e non potevamo raccontargli nulla e con gli amici non potevo parlare, erano argomenti tabù, mi vergognavo di quello che mi stava succedendo, nonostante sapessi di stare dalla parte della ragione ed ero orgoglioso di mio padre, io mi vergognavo>>. Dopo l’ attentato e l’arresto degli autori di quel misfatto la famiglia inizio a vivere serenamente, il signor Godino completò anche gli studi e l’azienda cresceva fino alla sera del 24 ottobre 2006 quando un grande incendio distrusse tutto, sia l’azienda sia l’appartamento soprastante. << Dalla sera alla mattina mi sono ritrovato senza nulla, senza casa, senza azienda, senza vestiti, senza sapere cosa mangiare o dove dormire; i vigili del fuoco hanno impiegato 3 giorni per spegnere quel fuoco. Io non avevo completamente nulla, sono stati per me dei momenti veramente brutti e terrificanti. Ma da quel momento noi siamo rinati, oggi abbiamo un’azienda che è più forte, siamo più presenti sul mercato>>. Inoltre Si conclude così la testimonianza invitando i ragazzi e l’intera comunità a decidere da che parte stare e che insieme si può vincere tutto. <<La città è stata vicina alla mia famiglia, è stata fatta la raccolta fondi, la parrocchia ha raccolto beni primari. Non ho più una foto di quando ero piccolo, non ho più i libri degli anni universitari. L’incendio ha cambiato la mia vita, sono quello che sono oggi. Non sapevo se continuare a studiare e fare il ricercatore oppure continuare l’attività di famiglia. Dopo l’incendio ho deciso subito di continuare il lavoro di famiglia quindi se oggi sono come sono è grazie a quell’incendio. Io personalmente non cambierei nulla, quello che siamo oggi passa anche attraverso quello che è successo. Quello che siamo diventati non può prescindere da ciò che è successo. Questo evento ci ha dato la forza e l’energia di continuare,  di andare avanti, ci ha dato il coraggio di proseguire>>

Anche un professore intervenendo ha esortato i ragazzi a lottare per la propria terra e a denunciare

<<Dobbiamo essere consapevoli che queste cose non devono succedere, questa gente lucra sugli altri, e impedisce a voi di crescere, dobbiamo avere il coraggio di reagire, di denunciare>>

Al termine dell’incontro, che ha visto tutti i partecipanti entusiasti dell’evento e dell’iniziativa, è stata consegnata al signor Godino, agli alunni e all’Istituto ospitante una pergamena di ringraziamento per la testimonianza, per la partecipazione e la collaborazione nella realizzazione del percorso di sensibilizzazione nell’ambito del progetto Costruire Speranza 2.

 

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