Casa Amawim

07 marzo, 2018

Post By : vins

L’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova ha sottoscritto, in data 30 Ottobre 2015, con l’Amministrazione Giudiziaria della procedura nr. 73/10 RGMP, Tri-bunale di Reggio Calabria Sez. Misure di Prevenzione, il contratto di comodato d’uso gratuito avente ad oggetto l’immobile sito in Reggio Calabria, Via Missori nr25. Detto immobile, all’atto della sottoscrizione dell’accordo negoziale, non era ancora oggetto di confisca definitiva. L’appartamento concesso in comodato, battezzato come “Casa Amawim”, è stato ristrutturato ed arredato a cura e spese dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria Bova ed è oggi utilizzato come punto di prima accoglienza temporanea per persone in difficoltà, senza fissa dimora, con particolare riguardo a donne e bambini. Giova qui precisare che questa iniziativa della Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova è il risultato di un più ampio progetto, denominato “Costruire Speranza”, a cura della Delegazione Regionale Caritas Calabria, finanziato dalla CEI e si prefigge di intervenire nell’ambito della promozione della legalità , ambito di intervento che si configura come una delle priorità educative della Chiesa. . La finalità progettuale è quella di “…promuovere pratiche di legalità attraverso l’uso dei beni confiscati alla mafia trasformati in opere di carità, di formare gli operatori pastorali a questa tematica, di sviluppare percorsi di sensibilizzazione nelle singole diocesi…”. Questi “…rappresentano obiettivi prioritari all’interno di una pastorale attenta ai temi della giustizia e della crescita integrale della persona”. Il bene, pertanto, con l’atto di confisca definitiva è stato acquisito al patrimonio dello Stato e potrà (o preferibilmente dovrà, attesa la peculiarità del caso che ci occupa) essere acquisito al patrimonio del Comune di Reggio Calabria affinché possa essere assegnato all’Arcidiocesi di Reggio Calabria Bova in ossequio ai principi condivisi ed alle finalità espresse nel citato protocollo d’intesa sottoscritto tra Istituzioni, Enti ed Associazioni che hanno voluto dare maggiore spinta ed impulso alla ratio ispiratrice della normativa prevista dallo stesso Codice Antimafia (D.Lgs. citato). Da circa due anni è presente in diocesi un gruppo di volontari che opera nell’accoglienza migranti durante gli sbarchi e nelle strutture di prima accoglienza.

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